Hero cycles, la sostenibilità a due ruote arriva dall’india

Quella di Hero Cycles, è la rivoluzione dell’industria della bicicletta.Hero Cycles è un progetto indiano, una realtà lontana dalla quale prendere assolutamente spunto, in quanto sta vivendo oggi ciò che l’Italia visse durante il suo boom economico negli anni sessanta. E lo sta facendo non con 60 milioni di persone, ma con 1,324.000.000 persone, quasi un settimo della popolazione mondiale. Partiamo dal presupposto che le reali capacità economiche ed industriali dell’India sono piene di luoghi comuni ed ignoranze tipiche della visione occidente-centrica. Nella nostra supponenza gli occidentali sembrano non tenere in considerazione tutta una serie di fattori che, nell’immediato futuro, porteranno gli indiani a pisciare in testa a tutti. Americani, cinesi, o europei che siano.

il CEO di Hero Cycles si chiama Pankaj Munjal ed è stato intervistato CyclingIndustry in Gran Bretagna.  Tale testata ritiene Hero Cycles un progetto di caratura inestimabile per l’industria della bicicletta. Trattasi di una delle più grandi manifatture di biciclette al mondo, con un potenziale sul mercato interno di milioni di utenti, tutti fidelizzati e decisi a non rivolgersi ad altri player. Una fetta di mercato al 5% di share nel pianeta, e produzione di 9 milioni di biciclette/anno Questi numeri permettono reale innovazione, un abbassamento dei costi di engineering, aumento di posti di lavoro nel territorio, ed una produzione che fa letteralmente impallidire tutti gli altri player di mercato internazionali.

Grazie all’appoggio del governo indiano – che non disdegna affatto di aiutare l’industria di casa sua – Hero Cycles ha accordi per la fornitura di 1 milione e 200mila bici economiche per le fasce più disagiate della popolazione, quelle che hanno difficile accesso a qualsiasi mezzo di trasporto e soprattutto per mettere in moto gli studenti.

 

photo credit: Oliyan | ஒளியன் Let’s go farming!!! (license)

La Ludhiana Cycle Valley dovrebbe, da sola, dare al produttore indiano una capacità produttiva del 60%, facendolo balzare sino all’8% di quota di mercato globale. Inoltre, grazie ad accordi con l’industria high-tech giapponese e taiwanese l’intento di Munjal & Co. è costruire una “silicon valley” della bicicletta che escluda i Paesi che oggi sono i campioni della delocalizzazione. Hero Cycles però non si limita a progettare un oligopolio indo-asiatico: in Gran Bretagna ha aperto il Manchester Global Design Centre, un centro di ricerca del distributore UK Avocet –acquisito proprio dalla compagnia indiana.

Quindi si apre anche il mercato britannico,  di 3 milioni di bici vendute all’anno, delle quali circa 240mila sfornate da Hero Cycles.   Munjal crede in operazioni di sostanza ma anche immagine:  la collaborazione con la Manchester University ed il suo Graphene Institute per collaborare allo sviluppo di nuovi materiali. Hero Cycles, ha una visione concreta dalla quale prendere spunto:  “i trasporti sono una necessità seconda solo al cibo”. E pensare che in india la bicicletta ha una penetrazione nelle persone ancora minimale anche se è il mezzo più immediato per far spostare i meno abbienti e studenti. Loro vogliono fare spostare i ricchi in bicicletta, e questa mission è oggettivamente potente rivoluzionaria.

Grazie allo spirito imprenditoriale e abili accordi l’india sta già pensando al domani. Non è un segreto che dovranno fare i conti con una nazione con serissimi problemi di traffico ed inquinamento. Gli indiani, dopo la motorizzazione delle famiglie, sta già pensando al passo successivo. Se Hero Cycles riesce nelle partnership suddette può costituire un polo produttivo tra i più vasti del pianeta,in grado di competere a tutto campo. E noi che facciamo? Noi pensiamo ancora ai marò.

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 22-12-2012 Roma Cronaca Aeroporto di Ciampino – Rientro in Italia per le festività natalizie dei due marò detenuti in India Salvatore Girone e Massimiliano Latorre Nella foto Salvatore Girone, Massimiliano Latorre Photo Roberto Monaldo / LaPresse 22-12-2012 Rome (Italy) Ciampino airport – Return to Italy for the Christmas holidays of the two soldiers detained in India Salvatore Girone and Massimiliano Latorre In the photo Salvatore Girone, Massimiliano Latorre

 

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